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02/10/2015
Il laboratorio di educazione ambientale La Finoria in visita l'impianto Ecolat di Grosseto

Ecco perché gli operatori del Laboratorio di Educazione Ambientale La Finoria di Gavorrano, Mario Matteucci, Marco Porciani e Fabrizio Santini, questa mattina, hanno visitato l'impianto Ecolat di Grosseto, che si occupa della separazione del multimateriale proveniente dalla raccolta differenziata e dal porta a porta.

 

Nel corso della visita il responsabile dell'impianto Ecolat Andrea Contri, ha mostrato passo dopo passo, ogni fase della lavorazione del multimateriale.

 

 "Il Laboratorio La Finoria - spiega il direttore Mario Matteucci - si occupa da oltre 20 anni di educazione ambientale. Abbiamo deciso di visitare Ecolat in vista di un progetto sullo sviluppo sostenibile destinato agli studenti delle scuole elementari e medie del comune di Gavorrano ed estendibile ai comuni vicini. L'argomento è proprio la gestione dei rifiuti. Faremo degli incontri in classe di preparazione e di formazione, coinvolgeremo i ragazzi in attività esterne di pulizia di alcuni luoghi  frequentati dai giovani e a primavera organizzeremo una iniziativa coinvolgendo anche i genitori, proprio sulla raccolta differenziata. Abbiamo pensato ad una competizione in cui vincerà la famiglia che sa differenziare nel modo corretto, senza commettere errori. L'obiettivo è sensibilizzare i giovani e attraverso di essi arrivare agli adulti, spiegare la necessità di produrre meno rifiuti e l'importanza civile, ambientale ed economica di un corretto smaltimento. Far conoscere l'impianto Ecolat e raccontare come il rifiuto che esce dall'impianto sia destinato a nuova vita, ci consente, inoltre, di far capire ai cittadini dove va a finire la loro spazzatura, sfatando la leggenda metropolitana del tanto buttano tutto nello stesso calderone...".

 

"Il multimateriale che proviene dalla raccolta differenziata urbana, è composto da imballaggi in plastica, in alluminio, in acciaio, in tetrapak ed in vetro. Ecolat si occupa della separazione eterogenea dei materiali, avviando successivamente i prodotti al Consorzio nazionale imballaggi (Conai) che è l’organizzazione che per legge si occupa di recuperare e riciclare i rifiuti di imballaggio dando vita ai riprodotti. Qualche esempio? Con l'alluminio di 800 lattine si può costruire una bici nuova di zecca e super accessoriata. Con il materiale recuperato dalle bottiglie di plastica si possono realizzare panchine, oggetti di design, e felpe. Il tetrapak, si trasforma in cartafrutta per diventare carta da tipografia  e in ecoallene, materiale plastico stampabile, usato in edilizia, per gadget e gioielli di bigiotteria.”